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Il cucchiaio D’argento: Spaghetti ai quattro pomodori e capperi fritti

PROCEDIMENTO
C’era quella famosa intervista di Fulvio Pierangelini, che da par suo spiegava che si può fare uno spaghetto al pomodoro da 40 euri, con una serie di accortezze: la miglior pasta, il miglior pomodoro, il miglior trattamento, una cucina parossistica l’olio santo, il basilico imperiale.

Di certo uno spaghetto al pomodoro può essere una specie di Nirvana gastronomico: due ingredienti, un po’ di mano, e lo spuntino si trasforma in un vero e proprio massaggio shiatsu alle papille.

Qui proviamo a complicarci un po’ la vita, scegliendo quattro fenomeni del pomodoro: il pelato, il crudo, quello secco e quello confit. Più o meno confit, che c’è il problema anche del tempo… che non è mai abbastanza.

Aromatizza poco olio con l’aglio, appoggia i pelati: questi sono i mai abbastanza lodati datterini Mutti, che dalla loro plebea ubiquità sono perfetti. Due, tre minuti di fiamma alta poi una bella girata al frullatore per avere una salsa lucida e compatta. Immetti, a fuoco fermo, i ciliegini crudi e le listarelle ricavate da quelli secchi. Una spruzzata di paprika forte serve bene.
Nel forno a 90° hai messo preventivamente i pomodorini sbollentati e pelati al vivo: i procedimenti sono i più diversi, ma la ricchezza di questo piatto ti consente di non fare guai. Un’ora e sono pronti ad esplodere di sapore.

Lessa gli spaghetti a mezza cottura, e finiscili nella salsa variegata, poi impiattali a vulcanetto. Sul cocuzzolo appoggio i pomidoro confittato. Friggi i capperi a parte nel solito modo, e spargi nel piatto.

In tavola con un Borgogna: io ho azzardato un Pinot Noir, un Auxey Duresse di Prunier Damy, 2008.
Fonte e articolo intero: https://www.cucchiaio.it/ricetta/ricetta-spaghetti-quattro-pomidoro-capperi-fritti/

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